giovedì 20 gennaio 2011

mattina di ordinaria follia...

Un giorno qualunque un pò grigio come il tempo, sveglia all'alba, di corsa a prendere il treno verso Roma.
Trovo un posto che fortuna! sembra una sciocchezza ma un viaggio in piedi fino a Roma in un treno affollatissimo di prima mattina è qualcosa di insopportabile.
Tesi alla mano, i Pod acceso, parte la prima canzone.
Mi rilasso...
Di colpo gli occhi vanno di fronte a me, un ragazzo mi scruta dietro un paio di occhiali da sole. E' sicuro di se ha un atteggiamento spavaldo sorride come se fosse un cacciatore davanti ad una preda...
Io suscettibile come tutte le mattine, ancora solo al secondo caffè penso: "Ma questo che vuole".
Continuo a viaggiare nei miei pensieri, leggo la tesi ma sono distratta, vago con la mente ad episodi vari apparentemente senza un filo logico. Associazioni strane che fa il cervello umano. Distratta ancor di più dal peso dello sguardo dello sconosciuto.
Avrà 20 anni è sicuro di se, irritante nella sua temerarietà mi rivolge una battuta: " Freddo oggi è?"
Ma dico fai tanto lo splendido e te ne esci con una stupidata del genere? Che facciamo parliamo del tempo? E poi? Delle stagioni che non sono più quelle di una volta?
Mi aspetto di più, molto di più da un tipo così; o quanto meno mi aspetto che capisca la mia voglia di silenzio, ho i pensieri intorpiditi, non mi va di affrontare discorsi.
Invece niente continua a fare del suo "meglio"... ho davanti un pavone che mette in mostra la sua coda.
Irritante, irritante, irritante.
Inizia a parlare, parla di tutto dell'università, studia giurisprudenza, suo padre è avvocato e lui lavorerà nel suo studio. Tipico borghese medio...
Ancora più irritante.
Procede nel suo monologo, non credo gli interessi il mio pensiero gli basta credere che io sia attenta al suo discorso.
Io, proprio io che esco da una storia in cui il mio ragazzo era un concentrato di IO, ES e SUPER IO.
No, non ci siamo proprio caro sconosciuto. Faccio finta di ascoltarti, faccio finta, non ho voglia di risponderti, ne di interromperti, non ho voglia di parlare; ti lascio crogiolare nel tuo mondo incantato e ti lascio la convinzione che me ne freghi qualcosa di quel che dici.
E poi ad un tratto il picco più alto della "conversazione": < Sai oggi non mi va proprio di andare a lezione, va bene per te se ce ne andiamo da qualche parte a fare colazione e ce ne stiamo un pò in giro?>
Cosa??? forse 5 anni fa quando anch'io ero all'inizio avrei potuto cedere, forse mi sarei sentita lusingata e invogliata, di sicuro ci sono state mattine in cui me ne sono fregata e me ne sono andata a fare la "turista"; ma non oggi, non con un ventenne, non con la tesi pronta e un appuntamento con la mia relatrice.
Questione di tempo, questione di circostanze, di esperienze, questione che mi viene da pensare: "Ma cosa posso averci io in comune con un piccolo borghese pieno di se?"; e poi non riesco a trovare maturità nei miei coetanei posso trovarne in un ventenne?
Forse sono stata superficiale, forse la mattina sono più irritabile di quanto penso, forse si, forse no fatto sta che ... mi dispiace caro sconosciuto ma non mi hai convinto.
Rinuncio all'invito con un mezzo sorriso di circostanza. Credo che si aspettasse un si, non penso che lo sconosciuto si sia mai sentito dir di no.
Pazienza, imparerà, abbiamo imparato tutti...
Sprofonda nel suo giubbotto griffatissimo, nascosto dietro gli occhiali.
Non mi rivolge più la parola.
Dall'altra parte una ragazza ha assistito a tutta la scena.
 1 ora e mezza di viaggio di solito il tempo si occupa a guardare cosa accade agli altri.
Mi accorgo solo ora di lei, mi sorride con un sorriso complice, solidale anche lei come me assonnata, mi fa capire che avrebbe fatto la mia stessa scelta. Mi sento meno sola, meno cattiva.
Mi dispiace caro sconosciuto la tua giornata è iniziata maluccio...
Il caso, il destino, una carrozza di un treno sbagliata si traduce in una svalorizzazione del tuo ego.
Arrivati a Roma, finalmente, gambe intorpidite più dei pensieri; stipati su un treno senza la possibilità quasi di poter respirare.
Sauto lo sconosciuto per educazione, mi risaluta controvoglia.
Saluto la mia complice e via di corsa all'università.
Inizia un nuovo giorno.
Prima però tappa al bar: CAFFE' CAFFE' CAFFE'
Anzi no un bel marocchino ne ho voglia da tempo ma a Frosinone non sanno farlo.
Me lo gusto al tavolo seduta.
5 minuti dedicati a un amore che non tradirò mai, 5 minuti ancora con la mente vuota prima di dare inizio alle solite danze quotidiane.
Pausa caffè ti adoro!!!

2 commenti:

  1. è come se lo vedessi: lui, la faccia convinta, lo sguardo assassino. Tu, la faccia assonnata, lo sguardo assassino.... stesso sguardo? no! Il suo è quello di chi si crede un super conquistatore, il tuo quello di chi non si crede nulla:vorrebbe davvero ammazzare qualcuno!! mi ha fatto davvero sorridere, questi maschi..ogni tanto c'è ancora qualcuno che ci stupisce.
    Poi, per fortuna, c'è quell'uomo particolare e un po' misterioso, che riempie le giornate..e che sì, forse è un po' egocentrico (come tutti i maschi!)ma è anche incredibilmente attento. Immagino che avrai pensato a lui mentre quel ragazzetto giocava al latin lover....
    Cara Sonia il prossimo marocchino ce lo prendiamo insieme però ^_^

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  2. Si alle grandi differenze!!! e comunque forse è vero che l'età non necessariamente è indice di maturità ma 10 anni di vita in più lo sono eccome!!!

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